Poesia di Echo

La ragazza che è stata il mio secondo ospite ha deciso di mandare nuovamente un suo scritto per fa sentire ancora la sua voce!

Ti guardo con gli occhi di chi ammira, non di chi invidia;
Gli occhi di chi desidera, non di chi brama;
Gli occhi di chi sente, non di chi ascolta
Occhi di passione, non di sesso;
Occhi di lacrime, non di pianto;
Occhi di chi ama, non di chi vuole;
Occhi di chi non necessita.
Occhi che non parlano, ma toccano;
Occhi immortali, occhi profondi;
Occhio nero, occhi d'oro.

Poesia di Piccola stella senza cielo

Luce e tramonto.

Amavamo guardare il sole dalla parte in cui calava
più che da quella in cui sorge.

Ci piaceva tramontare insieme a lui
perché insieme al mondo ci piaceva svanire
e sparire allo sguardo dell'orizzonte
affinché le profondità della nostra anima
potessero essere protette
dal frastuono sconfinato
di un mondo senza stelle

Poesia di Paolo Francesco Reitano

Questa settimana nel blog è ospite un giovane scrittore, mio concittadino, oltre che coetaneo con cui ho il piacere di collaborare, Paolo Francesco Reitano!

Che quando ti guardo
mi perdo in altri mondi
che nemmeno conosco
e mi fermo a pensare
che se il sole smettesse di girare
che se la luna non accompagnasse la notte
che se l'universo tornasse indietro
che se si potesse correre nel passato
io tornerei da te
che se si cancellassero le frasi dette
le parole raccolte
la pioggia che m'ha baciato
io tornerei da te
che se perdessi la memoria
che se dimenticassi il mio nome
che se non ricordassi il colore delle emozioni
io ricorderei te
sempre.

Tedio

Il prossimo ospite del blog è un mio collega d’università nonché amico da tempo che con magistrale eleganza è riuscito a farmi immergere nella sua dimensione tediante in appena 5 righe

Triste
Appoggiato sul letto.
Fa eco il silenzio,
mi sento ma

non capisco.

Di Marco Vaccino

Un pezzo scritto da Nessuno

Sono contento che la voglia di condividere i propri pensieri più intimi stia prendendo piede e che siano sempre di più coloro che mi mandano i loro scritti. Il prossimo pezzo, scritto dal terzo ospite, sembra essere di Nessuno, con lo pseudonimo del protagonista di Mr.Nobody, chissà da quale delle sue realtà ci manda questo frammento Nemo.

Ululati di vento nella notte, è il cielo, 
Che urla a squarciagola la sua pena, afflitto da un cancro nero. 
E piove. 
Una mistura di lacrime e sangue 
che al suolo si addensa come melma dall'odore nauseante. 
Schiere di ossute, fragili animi sotto ombrelli di nylon spinte immobili dal vento,
Sento il lamento dei vivi morti che riverbera e smuove la terra, soffocata. 

Al suolo un'orda di dannati a succhiare quel liquido beati, 
Poveri illusi! 
Convinti di trarne nutrimento, destinati all'oblio del sentimento. 
E intanto il vecchio saggio, svelato il più antico inganno, 
guarda indefferente la scena commovente, 
Un raggio di sole all'improvviso bacia la sua pelle e si addormenta sorridente. 

Pavimento freddo come il ghiaccio, una sagoma nera davanti la finestra, 
Sigaretta accesa mente spenta. 
Il suo riflesso in una pozza di benzina, distorto eppure così reale. 
Si dice, basta non pensare. 
E intanto s'è spenta un'altra sigaretta

Nemo


Piccola vedova nera capricciosa

Il secondo ospite del blog ha deciso di rimanere velato nella grigia penombra del mistero non rivelando il suo nome. Con lo pseudonimo che richiama la mitologia greca, le cui parole ci rimbalzano addosso senza possibilità di vederla… Diamo il benvenuto alla nostra musa Echo in questa sua piccola prosa.

Stringerlo, stringerlo, stringerlo forte. No, questa volta non l'avrebbe lasciato 
andare; questa volta l'avrebbe ucciso -piccola vedova nera capricciosa- e 
insieme a lui sarebbero morte molte altre cose, probabilmente sarebbe morta
anche lei. Così, mentre guardava l'eterno amante, gli chiese perché non fosse
riuscita ad essere felice -ad eccezione di alcuni infiniti momenti di
interminabile spensieratezza.

Il ragno non era all'altezza, non per le tele di grandi formati: sperava
un giorno di fotografare le stesse ninfee di Monet, ma davanti a sé
aveva soltanto tele squarciate; una copia, in qualsiasi caso, condannata ad un 
unico paragone rafforzato da migliaia di citazioni.

Echo

La Divina Circonvallazione

Di Adriano Patanè

Con immensa gioia sono lieto di inaugurare la sezione “Ospiti” del blog tramite la tanto brillante quanto pungente satira del nostro Adriano Patanè che vede rappresentato il traffico catanese. Si narra che il nome che inizialmente diede l’autore fu solo “Circonvallazione”, ma venne poi apostrofata “Divina!” da Boccaccio quando lo fece spaccare dalle risate.

"La Divina Circonvallazione"

[...]
stamane divertito era io a quella vista nova
onde Tondo Gioeni nome dare si convenne
di punta appena fatta l'ora ognun entro sè omicidio cova
chè ogni dì similmente il traffico è perenne.
Se non che la mia mente fu percossa
poscia che prolungata segnalazione acustica innazi a me avvenne.

Con alto garbo, riverenza et modi nobiliari,
docilmente una delle due in faida donzelle:
"A talia sta gran sucaminchi chi voli fari!";

l’amor che move il sole e l’altre stelle.