Cecità

Il motivo per cui iniziai a scrivere e per il quale amo ancora farlo è che, anche se tutto finisce e s’affievolisce, quello che hai impresso sul foglio di carta per come lo provavi, quando l’hai provato, non appassisce mai, creando una traccia indelebile del fatto che hai vissuto.

Era notte
Era buio
Ti ho messo la mano sulla coscia
è caduta dentro l’ombelico
Ha scavato tra le costole
Ho pressato lo sterno
E il petto
Un dito è corso sulla clavicola
Le altre ti hanno afferrato il collo
Ho saggiato la consistenza del mento
Poggiando la mano sul viso
Ho spostato i capelli dietro l’orecchio
Poi si è posata sulla guancia
E ho capito come fa a vedere un cieco

La vita mi scoppia fra le braccia

 

 

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